La mia prima analisi post Vogler, ovviamente del mio film per “sempre almeno una volta l’anno”

                  ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND

 

 

PLOT

Joel Barish (Jim Carrey), un ragazzo chiuso ed introverso, e Clementine Kruczynski (Kate Winslet), una ragazza dallo spirito libero e creativo, si incontrano per quella che  pensano essere la loro prima volta, sul treno  da Montauk per Rockville Centre.  Qui, mettono a confronto direttamente le loro personalità, lei si dimostra istrionica, lui impacciato e sfuggente. Dopo due anni trascorsi insieme, la loro intensa relazione comincia a cedere. Tutto inizia con un’accesa discussione: Clementine esce furiosa dall’appartamento di Joel, e si reca presso il Lacuna Inc. dove può sottoporsi ad un trattamento per cancellare Joel dalla sua memoria. Una volta venuto a conoscenza di ciò che Clementine ha fatto, Joel decide di sottoporsi a sua volta al trattamento. Durante il viaggio all’interno della sua memoria, Joel prova ad interrompere il percorso di eliminazione progressiva della sua memoria. Quasi tutto il secondo atto del film ha luogo all’interno della sua memoria. Attraverso i suoi ricordi lo spettatore vive la relazione con Clementine, a ritroso, mentre Joel prova a fuggire dai “cancella memoria”. Attraverso i subplot di Mary e Patrick viviamo una critica rivolta al trattamento e ai suoi effetti:

1- Mary (Kirsten Dunst) torna ad avere una attrazione verso il dottore che gestisce il lacuna Inc. (Tom Wilkinson). Mary si era già invaghita del medico e dopo che la moglie di quest’ultimo era venuta a conoscenza della relazione tra i due, si era sottoposta, sotto lo stimolo di Award, al cancellamento del ricordo della loro vicenda. Una volta venuta a sapere dell’accaduto, Mary ruba le registrazioni dei vari clienti dal centro medico e le spedisce ai rispettivi pazienti.

2- Patrick (Wood), un ragazzo simpaticamente semplice ed ingenuo, si innamora di Clementine e usa i ricordi che lei ha di Joel per sedurla, cosi come farà successivamente con quelli di Joel.

La vicenda di Clementine con Patrick è un subplot che definisce in termini critici gli aspetti salienti della loro relazione, ne mette in luce ambiguità e debolezze, ma anche elementi di forza: niente può essere ripetuto nello stesso modo, niente può essere cancellato in modo definito, l’inconscio riaffiora in superficie.

 

ANALISI DELLA SCENEGGIATURA: Fasi, archetipi e arco di crescita del personaggio

Da Campbell a Vogler http://it.wikipedia.org/wiki/Christopher_Vogler (colui che mi ha convinto ad andare ad L.A. nel 2007, dopo aver letto il Viaggio dell’eroe)

 

L’amore è una esperienza universale della vita e Charlie Kaufman, lo sceneggiatore, ne da una rappresentazione simbolica. Eternal Sunshine of the Spotless Mind è una sceneggiatura che parla di sentimenti e d’amore, e lo fa ricorrendo alla perlustrazione della soglia sottile che separa sogno, ricordo e inconscio. E’ proprio la prima scena a metterlo in luce. L’immagine iniziale mostra il risveglio di Joel: il ritorno dal mondo onirico. Seguendo le teorie di Campbell il sogno rappresenta la versione individuale del mito, il mito la versione collettiva del sogno. Nella sceneggiatura è interessante vedere come questa osservazione si possa ritrovare nella scena iniziale: Joel esce dal sogno (versione individuale del mito) per entrare nel mito della storia, in questo caso la sceneggiatura fornisce al pubblico una visione collettiva del mito-sogno. Nella prima scena quello che vediamo è confusione mentale. Il rumore che proviene dall’esterno, passando attraverso le finestre per entrare nella stanza, immette Joel nel mondo “reale”, il suo corpo pian piano percepisce se stesso, si muove lentamente cercando di riorganizzare i suoi ritmi, è affannato, l’impressione che da allo spettatore è di aver fatto un sogno che lo ha scosso.

Il film ha come start-up la Via del Ritorno, fine secondo atto, in senso vogleriano (incontro con Clementine in spiaggia e poi sul treno). Joel torna nel Mondo Ordinario, senza essere a conoscenza dell’avventura che ha vissuto, dal momento che lui ha rimosso ogni ricordo di Clementine, cambierà nella fase del ritorno con l’elisir, quando vivrà nel mondo ordinario con la consapevolezza di aver vissuto una avventura straordinaria. In questo caso sembra che sia pronto a ripartire, come si deduce dall’ultima scena, che non lascia intendere se sia successiva o precedente rispetto al cancellamento, quasi ad indicare che la loro storia è destinata a viaggiare eternamente tra il rincorrersi nella memoria e il rincontrarsi, per poi lasciarsi nuovamente. La fase del Mondo Ordinario, è collocata all’interno del secondo atto ed è rappresentata invece dal ricordo della relazione con Clementine che Joel ricostruisce a ritroso, entrando e fuggendo dalla mappa mentale che è stata tracciata per lui, in questo caso “l’oggetto di valore” è rappresentato dal ricordo di lei. Lo spettatore viene messo a conoscenza del fatto che Joel aveva chiuso una relazione con Noemi e che ha incontrato Clementine per la prima volta ad una festa in spiaggia. Dopo due anni, la relazione di Joel con Clementine comincia a cedere. Joel si reca presso la libreria dove Clementine lavora, lei non lo riconosce e Joel la vede baciarsi con un ragazzo, che non vede in volto. E’ Patrick.  Joel lo ha visto nello studio medico, ma non poteva sapere chi fosse, lo conosce solo mentre viaggia nei suoi ricordi, attraverso la voce di lui (per la prima volta quando Clementine la notte del trattamento di Joel chiama Patrick disperata, chiedendogli di andare da lui). Joel viene a sapere dall’amico Rob (Messaggero) che Clementine si è sottoposta ad un particolare trattamento per cancellarla dalla sua memoria (Richiamo all’avventura). Joel decide di sottoporsi a sua volta al trattamento dopo aver parlato con il dottor Merzviak. In un primo momento rifiuta la veridicità della cosa ed esce (Rifiuto del Richiamo). Piange disperatamente in macchina. Tornerà in un secondo momento, quando il dottore (Mentore) lo incita all’ avventura. Award, dice infatti  a Joel che Clementine non era felice e che per questa ragione lo aveva voluto dimenticare per sempre. Le fasi del viaggio dell’eroe possono essere  rintracciabili, anche se con un particolare ordine, come si è visto sopra, e con alcune peculiarità. In particolare la soglia tra mondo ordinario e mondo straordinario, non è facilmente delineabile, o meglio non è netta l’applicazione della “teoria del pesce fuor d’acqua”, i due mondi sembrano simili, proprio per il continuo intersecarsi, tra piano del ricordo e piano del reale.

Per quanto riguarda l’arco di crescita del personaggio, Joel appartiene alla tipologia dell’eroe passivo e incerto, infatti decide di entrare nel mondo straordinario, sotto il forte stimolo emotivo che rappresenta la decisione di Clementine di cancellarlo. All’interno del viaggio nel mondo Stra-Ordinario, “cresce”, e decide in modo autonomo, senza spinte esterne, di essere pronto a lasciare nell’inconscio la sua sofferenza, decide di essere pronto ad elaborarla, come si evince già nella scena in cui steso sul ghiaccio urla di non volerla dimenticare (scena 66).

Joel, inoltre, quando apre gli occhi durante il trattamento (scena 71- Resurrezione), ha preso consapevolezza che il mondo straordinario di cui ha fatto esperienza esiste, ossia sa che potrebbe dimenticarla, sa che dovrà affrontare dure prove per stare insieme a lei. Ora è pronto ad affrontare il ritorno (consegna della spada)..

Dopo che entrambi hanno ascoltato le rispettive registrazioni che Mary ha inviato loro, capiamo che  hanno accettato i loro caratteri, che ora si amano sul serio, sanno che si sono amati ed odiati alla follia, ma accettano di ricominciare. Joel ha ripetuto l’esperienza dell’amore per Clementine all’interno del suo ricordo, ma ha capito di non poter fare altro che ricordarla, nell’impossibilità di dimenticarla per sempre. Allo stesso tempo i due amanti si incontrano di nuovo nella “realtà” e accettano di “riviversi” con la consapevolezza però che nulla potrà mai più essere come prima (Ritorno con l’elisir, 121-122).

Sempre all’interno del secondo atto (prove, alleati e nemici),  Joel affronta delle prove per impedire che vengano cancellati i suoi ricordi, va infatti alla ricerca di un nascondiglio, aiutato, in questo, dal suo particolare alleato Clementine (fase dell’avvicinamento alla caverna più recondita). Joel affronta il suo inconscio, il rapporto con la madre e l’ingresso nella fase lacaniana dello specchio adolescenziale ossia il confronto con gli amici e la prova del “piccione” (vicende della Prova centrale). Con la fuga di Joel e Clementine il pubblico ha il fiato sospeso, non sappiamo se riusciranno a sfuggire all’azione degli “inseguitori”. E’ il momento in cui Joel rischia di perdere per sempre il ricordo di Clementine, in particolare le scena sotto le coperte in cui strisciando sotto di esse Joel chiede a Merzviak di lasciargli almeno quel ricordo. Nel loro secondo incontro in spiaggia (fase della resurrezione-scena 111), Joel interviene sul suo ricordo, qui si sottolinea il fulcro della storia tra i due come continuo accrescimento tra eroe e innamorata. Mentre la casa crolla e viene inondata dall’acqua (purificazione), Joel ricorda il loro primo incontro e il fatto che lui fosse andato via dopo che lei gli aveva detto, in modo freddo e distaccato, che se voleva andare, poteva anche farlo. Nel ricordo di Joel, lui fa per andare via, Clementine scende dalla scale (simbolo “divino”), i due si abbracciano e si dichiarano reciproco amore.

La fase della via del ritorno è rappresentata dal risveglio di Joel, sia all’inizio del primo atto che all’inizio del terzo atto, siamo quindi nel ricongiungimento tra i due. Nel secondo atto, inoltre, Joel si crea dei nemici. Il suo Mentore acquista anche valenza di Mutaforme, ora il Dottore è un suo nemico, quando gli dice che non può aiutarlo in quanto anche lui è solo un prodotto della mente di Joel e prova, nella “realtà”, a farlo rientrare nel percorso previsto dal tracciato del computer per cancellare i suoi ricordi. Patrick, l’Ombra, è un suo nemico. La notte in cui Stan e Patrick (Guardiani della soglia) si recano nell’appartamento di Joel per sottoporlo alla procedura, Patrick collega male i fili del macchinario: Joel può in tal modo essere cosciente del fatto di ritrovarsi all’interno della sua mente e di poter interferire con i suoi ricordi, oltre a poter sentire le voci delle persone che sono presenti nella sua camera. In questo modo Joel  viene a sapere di essere stato derubato da Patrick dei  suoi ricordi  e che questi sono stati usati per sottrargli la sua amata. Per quanto riguarda il personaggio di Clementine, è sicuramente un “Mutaforme”. Lei ha prima amato Joel, poi lo ha rifiutato, poi è cambiata nuovamente costringendolo ad intraprendere l’avventura per presentarsi infine all’interno della memoria di Joel come guida nella fuga dai “cancella memoria” in un viaggio che rappresenta per entrambi una rinascita interiore e che li condurrà alla rinascita stessa del loro amore.  Pertanto come la maggior parte delle figure femminili nella letteratura anche cinematografica il personaggio di Clementine conduce in altrove possibile che rappresenta anche un viaggio spirituale (copyright novembre 2006).

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Un pensiero su “La mia prima analisi post Vogler, ovviamente del mio film per “sempre almeno una volta l’anno”

  1. moti ha detto:

    Eloisa to Abelard (1717) del poeta inglese Alexander Pope

    9 Dear fatal name! rest ever unreveal’d,
    Nor pass these lips in holy silence seal’d.
    Hide it, my heart, within that close disguise,
    Where mix’d with God’s, his lov’d idea lies:
    write it not, my hand–the name appears
    Already written–wash it out, my tears!
    In vain lost Eloisa weeps and prays,
    Her heart still dictates, and her hand obeys.

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